Una ricerca statunitense del 2018 ha analizzato centinaia di bottiglie di acqua confezionata e ha evidenziato che il tipo di frammento di plastica più comune è il polipropilene, lo stesso utilizzato per realizzare i tappi di bottiglia.
La ricerca ha trovato altresì che le MICROPLASTICHE erano presenti in quasi tutte le acque in bottiglia di undici dei più famosi marchi al mondo.

Sono state esaminate 259 bottiglie acquistate in nove diversi Paesi e il risultato è che quasi tutte contengono tracce di plastica.
La ricerca, non pubblicata su una rivista scientifica, è stata condotta dall’organizzazione giornalistica Orb Media e affidata per i test in laboratorio di Fredonia, nello University State of New York.

325 particelle di plastica per litro

In media sono state trovate 325 particelle di plastica per litro, la maggior parte poco più grande della larghezza di un capello umano.
Stando al report, il 93% dell’acqua dei brand analizzati conteneva minuscoli pezzi di plastica.
Delle 259 bottiglie testate, solo 17 erano prive di plastica, ossia il 7%.
Parte delle bottiglie sono state acquistate nei negozi, altre ordinate su internet attraverso Amazon.

Rispetto a un precedente studio effettuato sull’acqua di rubinetto, sono stati trovati il doppio delle particelle di plastica nell’acqua in bottiglia .

Esami di laboratorio

Per poter stabilire quanto affermato, i ricercatori di New York hanno usato un particolare colorante rosso del Nilo, che tende ad aderire alla superficie della plastica ma non ad organismi naturali.
Diversi dei principali brand analizzati, hanno immediatamente replicato che il ”rosso Nilo” potrebbe comunque generare “falsi positivi” e che quindi le analisi potrebbero essere non valide.

Sherri Mason, professoressa di chimica che ha condotto le analisi, ha dichiarato di aver trovato “plastica di bottiglia in bottiglia, marchio dopo marchio. Non si tratta di puntare il dito contro i brand presi in esame, ma dimostrare che la plastica è diventata un materiale così pervasivo da avere raggiunto anche l’acqua, un bene primario”.
Va detto che lo studio non si è soffermata sui possibili danni o le implicazioni relative all’ingestione di questi minuscoli pezzi di plastica.

E nell’acqua potabile?

Pochi mesi prima, le analisi su 159 campioni di acqua potabile raccolta in varie città del mondo, aveva rivelato il primato negativo degli Stati Uniti, dove la percentuale di fibre dai rubinetti risultava toccare il 94%, seguiti Libano e India.

Le analisi sono state effettuate su bottiglie acquistate negli Stati Uniti, Cina, Brasile, India, Indonesia, Messico, Libano, Kenya e Thailandia.

I depuratori a osmosi inversa fermano le microplastiche?

Grazie ai filtri a carboni attivi e alla membrana a osmosi inversa di cui è dotato, il depuratore permette di rimuovere dall’acqua del rubinetto le Microplastiche, così come tutti gli altri agenti potenzialmente inquinanti o contaminanti.

Una volta installato il depuratore, quindi, si potrà bere l’acqua del rubinetto senza preoccupazioni, avendo la consapevolezza di usufruire di un’acqua pura, limpida e senza rischi.

Il funzionamento del Depuratore a osmosi inversa