Assicurazione fotovoltaico e grandine: cosa copre davvero la tua polizza?

Assicurazione fotovoltaico e grandine: cosa copre davvero la tua polizza?

Dopo una grandinata violenta, la prima domanda che si pone chi ha un impianto fotovoltaico è semplice: sono coperto? La risposta, purtroppo, non è altrettanto immediata. Le polizze assicurative che riguardano il fotovoltaico variano enormemente per estensione delle garanzie, franchigie, scoperti e procedure di sinistro. Conoscere in anticipo cosa prevede il tuo contratto può fare la differenza tra un rimborso pieno e una doccia fredda.

Quanti tipi di copertura esistono per il fotovoltaico?

Esistono principalmente tre tipologie di copertura assicurativa per gli impianti fotovoltaici. La prima è la polizza inclusa nella casa o nel capannone: spesso copre i danni da eventi atmosferici alle strutture, ma può escludere i componenti elettrici o limitare il rimborso al valore commerciale residuo dei pannelli.

La seconda è la polizza specifica per impianti fotovoltaici, che in genere include garanzie per eventi atmosferici (grandine, vento, neve), guasti elettrici, furto e vandalismo, e talvolta la mancata produzione per un numero di giorni predefinito. La terza è la polizza All Risks, la più completa, che copre tutti i danni non espressamente esclusi: è pensata soprattutto per impianti di grossa taglia, in ambito agricolo o industriale.

Le franchigie e gli scoperti: il dettaglio che cambia tutto

Anche quando la grandinata è coperta, la polizza può prevedere una franchigia assoluta (una soglia al di sotto della quale nessun rimborso viene erogato) o uno scoperto percentuale (una quota del danno che rimane sempre a carico dell’assicurato). Su impianti da 6 kWp, una franchigia di 500 € può sembrare ragionevole; su un impianto agricolo da 100 kWp, uno scoperto del 15% può tradursi in migliaia di euro non rimborsati.

Leggere con attenzione le condizioni particolari del contratto, e non solo il frontespizio, è essenziale prima che avvenga un sinistro.

Come documentare il danno per l’assicurazione

La documentazione è determinante per la buona riuscita di un rimborso. Appena possibile dopo l’evento, è fondamentale raccogliere: fotografie datate dei pannelli danneggiati e del contesto (tetto, canale, aree circostanti), estratto meteo ufficiale con data e intensità della grandinata, log di produzione dell’inverter prima e dopo l’evento, e una relazione tecnica redatta da un professionista abilitato.

Quest’ultimo elemento è spesso sottovalutato, ma molte compagnie richiedono una perizia tecnica terza per quantificare il danno. Senza di essa il rimborso può essere ridotto o rifiutato. Una relazione che includa termografia o test di elettroluminescenza ha un peso specifico molto maggiore rispetto a una semplice dichiarazione del proprietario.

Cosa fare se la polizza non copre il danno

Se il contratto esclude i danni da grandine, o la franchigia supera il valore del danno subito, non sempre si è senza tutele. In alcune situazioni è possibile attivare i fondi regionali o nazionali per calamità naturali, a condizione che l’evento sia stato riconosciuto formalmente. In Veneto, la Regione ha attivato in passato procedure di ristoro per gli agricoltori e i privati colpiti da eventi atmosferici estremi.

Vale anche la pena verificare se il produttore dei moduli copre i danni da grandine nella garanzia di prodotto: alcune garanzie estese prevedono la sostituzione dei moduli in caso di rottura certificata da eventi atmosferici.

Castelli Service: perizie tecniche per assicurazioni a Verona, Vicenza e Padova

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